Trovato il freno del principale tumore cerebrale pediatrico
Ne rallenta la crescita, apre a nuove terapie più efficaci e meno tossiche
È stato trovato il freno molecolare che rallenta la crescita del più frequente tumore cerebrale pediatrico e uno dei più aggressivi, il medulloblastoma: la comprensione di questa vulnerabilità pone le basi per lo sviluppo di strategie terapeutiche mirate, più efficaci e meno tossiche per i pazienti rispetto a chemioterapia e radioterapia. Il risultato si deve allo studio internazionale pubblicato sulla rivista Cancer Cell e guidato dall'Institut Curie di Parigi, che ha visto la partecipazione anche di diversi ricercatori italiani di Università Sapienza di Roma, Università di Modena e Reggio Emilia e Istituto Pasteur Italia - Fondazione Cenci Bolognetti di Roma. Gli autori della ricerca coordinati da Olivier Ayrault hanno esaminato dati e campioni di tumore provenienti da circa 400 pazienti, analizzando non soltanto il Dna, ma anche l'Rna messaggero, ossia la molecola che veicola le istruzioni per la produzione delle proteine, così come altre molecole presenti all'interno delle cellule cancerose. Il lavoro dei ricercatori ha dimostrato che queste ultime accumulano lipidi sotto forma di gocce lipidiche che fungono da riserva energetica, ma bloccare la produzione di lipidi non è sufficiente ad arrestare la crescita tumorale. Questo perché le cellule maligne sono in grado di compensare importando lipidi dall'esterno. Si può però rallentare tale meccanismo di compensazione: bloccando l'enzima Dgat1, che è coinvolto nella formazione delle gocce lipidiche, gli autori dello studio hanno osservato una significativa riduzione della crescita tumorale e una maggiore sopravvivenza dei modelli animali utilizzati.
V.J. Coelho--JDB