Giappone, cresce il turismo su misura per dormire bene
Pacchetti su misura tra tè, materassi e onde cerebrali per il riposo perfetto
Cresce in Giappone il numero di hotel che puntano sul cosiddetto "sleep tourism", offrendo soggiorni studiati per garantire un riposo rigenerante. Una tendenza già affermatasi all'estero, segnala una indagine della Agenzia Kyodo, che rappresenta inoltre per gli albergatori un'occasione per intercettare una clientela sempre più attenta al benessere psicofisico. Nel quartiere degli affari di Shimbashi della capitale, ad esempio, l'Hotel 1899 Tokyo propone il pacchetto "Totono-ne", incentrato sugli effetti rilassanti del tè. Agli ospiti viene somministrato un questionario per una "diagnosi del sonno", e poi servita una miscela personalizzata a base di camomilla e bancha di Mimasaka. In camera, cuscini di ultima generazione, sali da bagno e una tisana serale completano l'esperienza. "Volevamo valorizzare il sonno, che occupa gran parte del tempo dei nostri clienti", ha spiegato alla Kyodo Yuiko Ogawa responsabile della struttura. Secondo Kanae Usui, della JTB Tourism Research & Consulting, il fenomeno è alimentato dall'insoddisfazione diffusa per la qualità del riposo e da una domanda turistica sempre più orientata alle esperienze salutari. "Questi servizi - osserva - incentivano la spesa pro capite e offrono l'occasione di allontanarsi dai dispositivi digitali". Anche l'elegante Hotel Chinzanso Tokyo, nel quartiere di Bunkyo, da due anni propone un pacchetto che misura le onde cerebrali durante il sonno, durante il quale i medici della clinica interna forniscono consulenza personalizzata. La formula si estende anche alle località di mare. Il Malibu Hotel, nella marina di Riviera Zushi, nella prefettura di Kanagawa, dal febbraio scorso offre il piano "Sleep Well Stay", limitato a un gruppo al giorno. Tra i punti di forza, la biancheria su misura, materassi personalizzati in base alla postura e alle abitudini di ciascun ospite. "Il silenzio del mare favorisce un sonno ristoratore", assicura Aki Uchimura, membro dello staff del gestore della marina. Nel 2025 il Giappone ha fatto registrare un record storico di 42,7 milioni di visitatori stranieri, in crescita del 15,8% rispetto al già eccezionale 2024. Un dato che conferma la straordinaria attrattiva del Paese, trainata anche dal deprezzamento dello yen, e che spinge il governo nipponico a puntare al traguardo di 60 milioni di arrivi entro il 2030.
F. Fernandes--JDB