Listini delle uova decollano, +27% da inizio anno per quelle allevate a terra
Domanda in crescita (+7%) per la proteina di origine animale più consumata in Italia
La pagheremo cara, quest'anno, la pastiera sulla tavola della Pasqua e persino la frittata coi primi asparagi e il casatiello del picnic di Pasquetta. I listini delle uova da consumo, rilevati dalla Commissione Unica Nazionale (Cun) di settore, fanno ora segnare una crescita rispetto a inizio gennaio 2025 del +27% per le uova da allevamento a terra (categoria L) e del +23% per le uova in gabbia (categoria L). Un trend legato alla riduzione dell'offerta di uova, causata dall'ondata di influenza aviaria che ha colpito il mercato europeo nel 2025. E' quanto emerge dalle elaborazioni Bmti (Borsa Merci Telematica Italiana) su dati Cun per ANSA. Le uova, per Unaitalia (Associazione di categoria che tutela e promuove le filiere agroalimentari italiane delle carni e delle uova) "si confermano oggi una commodity strategica e la proteina di origine animale più acquistata e consumata in Italia. Grazie a un costo relativamente contenuto, a un profilo nutrizionale di elevata qualità e a un'estrema versatilità in cucina, rappresentano un pilastro della dieta nazionale". La domanda, fa sapere Unaitalia, "è in crescita, con un incremento dei consumi nel 2025 in Italia di circa il 7%. Questo andamento riflette anche un'evoluzione delle abitudini alimentari: le uova sono oggi ampiamente riconosciute, anche in ambito scientifico e nutrizionale, come una fonte proteica completa all'interno di un regime equilibrato. A fronte di una produzione nazionale sostanzialmente stabile (+0,5% circa), il sistema - prosegue Unaitalia - sta cercando di adattarsi a una domanda più dinamica. Il grado di autosufficienza delle produzioni italiane è sceso dal 97% del 2024 al 94% nel 2025, mentre si registra una crescita delle importazioni (circa +9%)".
R. do Carmo--JDB