Al Lido star i fratelli Gallagher di nuovo insieme, 'cambiamo nostra storia'
Fuori concorso il documentario Oasis: Don't Look Back in Anger
(dell'inviata Francesca Pierleoni) In un anno in cui Hollywood latita al Lido, due delle star più attese dell'83/a Mostra del Cinema di Venezia vengono dalla musica: i fratelli rocker di Manchester Liam e Noel Gallagher, per la presentazione in prima mondiale fuori concorso del documentario sulla loro reunion, con il tour mondiale, Oasis: Don't Look Back in Anger di Dylan Southern e Will Lovelace, basato sulla sceneggiatura di Steven Knight (Peaky Blinders). Il film non fiction - che dopo il debutto al festival sarà al cinema dal 10 settembre, anche in Imax in alcune sale del circuito Uci, prima di arrivare in streaming in esclusiva su Disney+ a livello internazionale entro la fine dell'anno - attraverso le prove e i concerti in giro per il mondo racconta la riconciliazione fra i due fratelli, che avevano interrotto il percorso degli Oasis (e anche gran parte dei contatti personali) nel 2009 dopo una furiosa lite a Parigi, prima di un concerto che non si è più tenuto. I fan al Lido (molti dei quali con le magliette del gruppo) fin dalla mattina a hanno aspettato i Gallagher all'ingresso del palazzo del casinò, dove si svolgono photocall e conferenze stampa, e si sono assiepati lungo il red carpet in attesa della proiezione serale del film. Da veri divi, i due fratelli non si sono concessi alla conferenza stampa dove erano presenti, come previsto, solo Knight e i due registi, ma hanno partecipato al photocall. Liam, all'arrivo, dal motoscafo ha salutato i fan anche con il braccio alzato e il pugno chiuso. Poi al photocall il frontman accanto al più composto Noel ha scherzato con i giornalisti, portando anche il fratello a sorridere. Infine, quando si è unito a loro per le foto il direttore della Mostra Alberto Barbera, Liam Gallagher gli ha chiesto scherzosamente se fosse George Clooney prima di posare insieme. Una nuova armonia tra Noel e Liam che vediamo prendere forma nel documentario, in un tripudio dei loro successi sul palco, da Wonderwall a Champagne supernova, da Stand by me a Don't look back in anger, che diventa il simbolo stesso della loro storia. Un percorso che parte dai silenzio fra i due fratelli alle prime prove e li ritrova pian piano in simbiosi sul palco, di tappa in tappa, nel corso del tour iniziato a Cardiff. Il rock si unisce alle voci dei Gallagher, dai timori iniziali alle nuove consapevolezze. Ora "sento che sto esorcizzando dei demoni, tirando fuori tutta la rabbia" dice Liam. Con il tour "abbiamo l'occasione di cambiare la narrazione sulla band" sottolinea Noel. "Da scrittore non ti rendi conto delle linee dei tuoi lavori, ma alcuni vedendo il documentario mi dicono 'sembra Peaky Blinders - commenta Steven Knight, che ora sta scrivendo sul nuovo film di James Bond -. D'altronde è la storia di due fratelli, persone estremamente intelligenti e divertenti. Raramente si ha la possibilità di raccontare una storia così emozionante, accompagnata da una colonna sonora così esaltante". Un viaggio nel quale hanno una parte fondamentale anche le testimonianze di alcuni di quei fan di due generazioni (spesso genitori e figli insieme) che stanno riempiendo gli stadi dei loro concerti in giro per il mondo e che scoppiano spesso a piangere per l'emozione di avere la possibilità di rivederli o scoprirli per la prima volta suonare insieme. Così conosciamo, fra gli altri, una trentenne in Brasile che grazie alla loro musica ha superato la depressione o la componente di un loro fanclub in Sud Corea che spiega come "gli Oasis, con la loro musica, non cercano di tirarti per forza su quando senti che stai scivolando giù, ma ti accompagnano e poi aiutano a rialzarti". I fratelli Gallagher hanno visto il documentario solo una volta finito "e ne sono estremamente soddisfatti - spiega Knight -: si sono molto emozionati nel guardarlo e non si può chiedere di più". A chi gli chiede infine se abbia mai pensato di realizzare un film di fiction su Noel e Liam, risponde sorridendo: "In questa forma sono raccontati infinitamente meglio di quanto un film di finzione potrebbe mai fare".
C. de Fatima--JDB