Giuli, in Italia possiamo riformare il sistema cinema senza litigare
"La Mostra di Venezia è un luogo i cui prevale il dialogo sullo spirito di parte"
(dell'inviata Francesca Pierleoni) In una fase "così importante di trasformazione dell'intero ecosistema audiovisivo noi rappresentiamo delle istituzioni, nel mio caso il Ministero della Cultura, e abbiamo il dovere di costruire le condizioni affinché il cinema possa continuare a innovare e a creare, a esistere come multiverso di arti, come catena del valore industriale, di immaginazione, organizzazione, libertà espressiva. Dove c'è cinema c'è un presidio di libertà, di cultura, di valore industriale, economico, sociale e di sviluppo". Lo dice Alessandro Giuli al Lido, intervenendo all'inaugurazione dello spazio Italian Pavilion, organizzato all'Excelsior da Cinecittà per la direzione generale Cinema e Audiovisivo del Mic. "Io vorrei godere con voi di una buona notizia letta sui giornali, che è un altro segno di ottima salute del nostro mondo cinematografico e culturale: la designazione di Martin Scorsese alla presidenza onoraria dell'Accademia del Cinema Italiano, premio David Donatello. Una proposta importante - ricorda - che abbiamo avanzato personalmente, io e chi con me lavora, naturalmente, presso i soci fondatori della fondazione,la Presidente Calandrelli, e tutto il mondo dei David. La disponibilità di Scorsese costituisce un riconoscimento straordinario per il prestigio del nostro cinema e la nostra tradizione. L'abbiamo definito il più italiano degli americani e il più americano degli italiani. E' oggettivamente un segno tangibile che qualcosa di nuovo sta avvenendo. Un simbolo di qualcosa che ritorna un po' alla vocazione originaria della nostra grande tradizione cinematografica, cioè quella di non essere introflessi, di non parlarci tra di noi, nei nostri padiglioni, nelle nostre occasioni celebrative". Inoltre "c'è un testo condiviso di riforma della disciplina del cinema e dell'audiovisivo che è stato approvato all'unanimità dalla Commissione Cultura della Camera e adesso è avviato l'esame dell'Aula - sottolinea -. In Italia si lavora per semplificare, si lavora per riformare il sistema e siamo in grado di farlo senza litigare. Questa è una notizia. Io devo ringraziare da ministro il Parlamento, la cui centralità è fondamentale". Negli ultimi giorni "ho ascoltato delle legittime osservazioni di tanta parte del mondo cinematografico, maestranze, attori, autori, produttori che chiedono, il riordino del tax credit, l'introduzione di due finestre temporali per l'accesso alle misure di sostegno, l'istituzione di un'agenzia per il cinema e l'audiovisivo. Ora ce n'è la possibilità perché è scritta in un testo che il ministero poi riceverà come compiti da definire". Passando poi ai numeri, Giuli rimarca che "c'è stato un cambiamento nell'ultimo anno molto significativo". Ad esempio, "200 milioni di euro recuperati (per il fondo cinema) sono tanti e non era scontato che ci riuscissimo". Infine, il ministro si sofferma sulla Mostra: "Mi piace pensare che si arrivi a questo straordinario appuntamento della Biennale cinematografica di Venezia con uno stil novo, cioè la capacità di far prevalere il dialogo sullo spirito di parte - aggiunge -. Bisogna sempre ricordarsi che noi facciamo parte del mondo libero. La critica, l'autocritica il confronto anche aspro tra persone che si stimano, si vogliono bene e tra persone che hanno visioni del mondo a volte anche irriducibili le une con le altre può avvenire soltanto nel mondo libero. Da una disfatta militare ci si può riprendere, si rinasce fin dall'antichità, da una disfatta culturale non ci si riprenderà mai e noi dobbiamo continuare con le nostre mille benedette contraddizioni a rappresentare la libertà".
A.S. Leite--JDB