Scamarcio, 'farei Fitzcarraldo, così mi chiamava nonna'
Premiato a Sudfestival, "indipendenza e specificità salvano il cinema"
(di Francesco Gallo) Il personaggio che vorrebbe tanto interpretare e non gli hanno mai proposto è Fitzcarraldo, vorrebbe 'specificità e indipendenza' nel cinema italiano, mentre nel suo cassetto c'è un mockumentary (un falso documentario) sul grande Federico II di Svevia. Lo dice l'attore e produttore Riccardo Scamarcio all'ANSA in occasione del Premio Eccellenze del cinema che riceverà domani a Monopoli all'interno della 26esima edizione del Sudfestival. Cosa significa questo premio che riceverà domani? "Fa sempre piacere avere un riconoscimento al mio lavoro d'attore, tanto più in un festival per ragazzi che coinvolge anche docenti e scuole nella Puglia da cui provengo". Da attore e produttore come vede il cinema italiano?. "Antonioni si starà rivoltando nella tomba e Fellini riderà, per non parlare di Kubrick. Ho 46 anni e sono cresciuto con questi riferimenti quindi auspico quel cinema che non si riesce più a fare. Penso a David Lynch e a tutti quei registi che sono comunque lontani dall'algoritmo, noi in Italia abbiamo comunque Sorrentino che è un regista che riesce sempre a mantenere un buon livello di indipendenza, lo cito perché lo conosco, è un amico e so come lavora". Allora cosa fare?. "Va considerato che esiste da sempre una committenza che ha strumenti politici ed economici capaci di indirizzare il cinema in una direzione o nell'altra. Per spiegarmi meglio va detto che negli anni Quaranta e Cinquanta negli Stati Uniti è nata la United Artists, una distribuzione organizzata dagli artisti per contenere le grosse major che hanno come prima ambizione quella di fare profitto, mentre l'industria d'intrattenimento dovrebbe tendere a fare prototipi, opere uniche speciali. Il sistema cinema italiano la prima cosa che dovrebbe fare è quella di proteggere l'indipendenza dei produttori, dare spazio ai giovani autori e registi, mantenere alto il livello di sperimentazione e, soprattutto, salvaguardare lo specifico italiano". C'è un personaggio che vorrebbe interpretare e che rispecchia un po' il suo forte temperamento?. "Sì, mi piacerebbe fare Fitzcarraldo, così mi chiamava mia nonna perché ero un ragazzino davvero troppo vivace. Sono veramente un grande fan dei personaggi così umani come lui. Non a caso l'augurio che mi faccio e faccio a tutti è quello che prevalga l'umanità". Presente e futuro?. "Ho fatto 'I figli della scimmia' un'opera prima di Tommaso Landucci, dove interpreto un padre con un figlio di dodici anni tetraplegico, una grandissima esperienza. Poi un altro film di Susanna Nicchiarelli con Carlotta Gamba dal titolo 'Giorni felici' tratto dalla graphic novel omonima dell'illustratrice e fumettista Zuzu. Come produttore poi sto facendo un mockumentary su Federico II di Svevia, una mia grande passione da sempre. La regia è di Francesco Lopez e io interpreto me stesso che devo fare questo film nei panni di Federico II e devo affrontare così quelle dinamiche interne con la committenza a cui abbiamo accennato prima". Lei che ha una madre pittrice e ha interpretato sia Modigliani che Caravaggio che rapporto ha con la pittura, il disegno?. "Lo vuole proprio sapere? - dice ridacchiando - Sono un vero disastro. E non immagina quanto".
S. Aparecido--JDB