Gli occhiali di Šostakovič, Sergio Rubini in scena a Santa Cecilia
Il 2 febbraio nello spettacolo multimediale di Valerio Cappelli
Cosa si nasconde dietro lo sguardo di un uomo che ha attraversato applausi e minacce, onori da eroe di Stato e notti di terrore? Dopo le recenti celebrazioni e la riscoperta della sua musica in occasione del cinquantesimo anniversario della morte, il 2 febbraio l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia propone 'Gli occhiali di Šostakovič', spettacolo multimediale di Valerio Cappelli, realizzato in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma, in cui il testo teatrale, la musica registrata e dal vivo e le immagini si intrecciano per restituire un ritratto sfaccettato del grande compositore russo. A guidare il pubblico in questa serata, alle 20 nella Sala Petrassi dell'Auditorium Parco della Musica, sarà Sergio Rubini. Dietro gli occhiali di Šostakovič si cela uno sguardo imperscrutabile, capace di osservare la verità nascosta dal potere e, al tempo stesso, specchio di un uomo complesso e contraddittorio. Scrive Cappelli, che cura anche la regia: "Ho pensato agli occhi. Il mio primo pensiero è stato lo sguardo di Šostakovič, che sembra scivolare via e invece è impenetrabile, imperscrutabile, dietro le spesse lenti da miope". La vita del musicista è stata già di per sé un teatro: dormiva con la valigia pronta sotto il letto, temendo arresti improvvisi, eppure ebbe funerali da eroe di Stato. "La verità è che sono sempre stato criticato, e ben venga la critica costruttiva", diceva Šostakovič. Lo spettacolo, che ha debuttato al Ravenna Festival nel 2023, si sviluppa in episodi. "È un montaggio di note che assemblano discontinuità stilistica, straniamenti, parodie e una strana energia mistica", osserva Cappelli. La drammaturgia trae forza dalle lettere del compositore, dai suoi appunti e dalle memorie raccolte da allievi e critici, per offrire uno spettacolo intenso, capace di restituire la complessità di un'epoca e di un uomo che ha fatto della musica un atto di resistenza.
S. Alves--JDB