Funzionano le batterie di carta che possono essere ingerite
Serviranno ad alimentare dispositivi medici nel corpo. Positivi i test segli animali
Funzionano le batterie di carta che possono essere ingerite per alimentare i dispositivi che navigano all'interno del corpo per raccogliere dati medici. Lo indicano i test sugli animali condotti dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technoogy (Mit) guidati dall'italiano Giovanni Traverso. I risultati, pubblicati sulla rivista Nature Chemical Engineering, potrebbero apire presto all'uso di microdispositivi ingeribili capaci di controllare il rilascio di farmaci in modo sicuro. Alla base del funzionamento di questa nuova batteria biodegradabile e assorbibile dal corpo ci sono due elementi chiave: un anodo in lega di magnesio e un catodo in carta a base di triossido di molibdeno con nanofibre di cellulosa, che sono poi protetti da un rivestimento in cera naturale. Sono materiali che, combinati fra loro in questo modo, possono erogare una piccola corrente elettrica con una tensione di 1,84 Volt, per poi dissolversi gradualmente e in modo innocuo nel tratto gastrointestinale. Una caratteristica che evita la necessità di rimuovere il dispositivo per via chirurgica o attenderne l'espulsione, ed elimina i rischi di tossicità o accumulo nel corpo. Nei test in vivo condotti sui maiali, i ricercatori hanno dimostrato l'efficacia della batteria in due applicazioni cliniche. Nel primo test, la batteria ha alimentato un sensore Rfid, ossia un piccolo sistema di trasmissione wireless, posizionato nell'esofago, in grado di comunicare con un ricevitore esterno a 1,5 metri di distanza per monitorare in tempo reale l'assunzione dei farmaci. Nel secondo test, per 20 minuti la batteria ha fornito energia a una capsula per la stimolazione elettrica dello stomaco, modulando i livelli dell'ormone della fame (la grelina) senza causare lesioni ai tessuti. Le batterie sono rimaste operative nello stomaco degli animali fino a tre giorni prima di degradarsi. Sebbene servano studi clinici prima dell'uso nell'uomo, anche per rendere interamente biodegradabile il circuito elettronico della capsula, che al momento viene espulso naturalment, la ricerca apre la strada a una nuova generazione di dispositivi medici ingeribili sicuri e sostenibili.
V. Duarte--JDB