Al via Matrics, progetto che affronta il rischio con più pericoli naturali
Ingv, sviluppato nell'ambito del programma Pianeta Dinamico 2026-2029
Sviluppare innovativi metodi per valutare il rischio quando più pericoli naturali come terremoti, maremoti, frane e liquefazione del terreno, interessano uno stesso territorio in modo da migliorare prevenzione, pianificazione territoriale e gestione delle emergenze. E' l'obiettivo di Matrics (Multi-hazard Assessment of TRIggered and Compound riskS), il nuovo progetto dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), sviluppato nell'ambito del programma Pianeta Dinamico 2026-2029. Le attività saranno validate in due aree pilota: lo Stretto di Messina, interessato dal terremoto del 1908, e l'Emilia-Romagna, colpita dalla sequenza sismica del 2012. I risultati contribuiranno a sviluppare una nuova visione della valutazione del rischio, più adatta a descrivere la complessità dei fenomeni naturali e a supportare la prevenzione, la pianificazione territoriale e la gestione delle emergenze. Inoltre, la complessità dei fenomeni studiati richiede competenze che spaziano dalla sismologia alla geologia, passando per l'ingegneria. Proprio questa integrazione rappresenta uno dei principali punti di forza del progetto e consentirà di sviluppare un approccio multidisciplinare alla valutazione del rischio. Coordinato da Lucia Luzi, Dirigente di ricerca dell'Ingv, Matrics coinvolge le Sezioni Ingv di Milano, Roma, Bologna, Pisa, Irpinia, Osservatorio Nazionale Terremoti e Osservatorio Etneo. Il progetto è svolto in collaborazione con le Università degli Studi di Napoli Federico II, di Torino, di Camerino, "G. d'Annunzio" di Chieti-Pescara e di Firenze, il Politecnico di Milano, la Fondazione Eucentre e la Brigham Young University (USA).
M. Andrade--JDB