L'Italnuoto degli Europei 2026 si prepara a Livigno
Da Paltrinieri a Quadarella al lavoro al Centro di preparazione olimpica AQ1816
Tra pochi giorni il sipario si alzerà sui Campionati Europei di Nuoto 2026, in programma a Parigi dal 31 luglio al 16 agosto, nelle stesse venue che meno di due anni fa sono state teatro degli straordinari Giochi Olimpici del nuoto azzurro. Ma se le medaglie verranno assegnate nella capitale francese, una parte importante del percorso che porta fin lì si è già compiuta a Livigno. Ancora una volta, infatti, il Centro di Preparazione Olimpica AQ1816 ha rappresentato uno dei principali punti di riferimento per l'altitude training delle grandi firme del nuoto europeo, confermando una centralità costruita nel tempo e consolidata attraverso diversi cicli olimpici. Da anni la Nazionale italiana sceglie Livigno come sede dei propri ritiri in altura nei momenti chiave della stagione internazionale. Un rapporto che continua a rinnovarsi e che, nel tempo, ha visto passare dal Centro di Preparazione Olimpica alcuni tra i più grandi interpreti del nuoto mondiale. Una fiducia condivisa anche da numerose federazioni straniere che, soltanto nella prima parte del 2026, hanno portato a Livigno le proprie selezioni: Ungheria, Francia, Israele, Slovenia, Polonia e Svezia. Confermando così il ruolo della località come riferimento internazionale per la preparazione in altura. Anche in vista degli Europei di Parigi, gli ultimi giorni di lavoro ad AQ1816 hanno accompagnato l'avvicinamento di alcuni dei protagonisti della spedizione azzurra. Gregorio Paltrinieri, Simona Quadarella, Ginevra Taddeucci, Manuel Frigo e Carlos D'Ambrosio, tra gli altri, hanno completato a Livigno una parte fondamentale della propria preparazione prima del trasferimento nella capitale francese, dove l'Italia si presenterà con una delle squadre più competitive dell'intera manifestazione, sia nelle gare in vasca sia nel nuoto in acque libere. Proprio durante gli Sport Talk organizzati nel weekend della Stralivigno, due dei principali protagonisti del nuoto italiano hanno raccontato pubblicamente il significato di questa fase della stagione, offrendo uno spaccato prezioso sul cammino che accompagna gli atleti verso i grandi appuntamenti internazionali. Simona Quadarella descrive così il momento che accompagna la squadra azzurra verso Parigi, a metà del percorso che separa i Giochi Olimpici del 2024 da quelli di Los Angeles 2028: "siamo a metà del nuovo ciclo olimpico, ma la mia sensazione è che questo tempo sia passato davvero in fretta. Alla fine quattro anni sembrano lunghi, ma passano velocemente e, nel frattempo, ci sono tanti appuntamenti importanti. Non ci si annoia mai, non c'è mai il tempo di abbassare la guardia. Ho impostato una stagione più tranquilla, cercando di mantenermi impegnata anche con altre cose, come essermi laureata e aver fatto un'esperienza in Australia, che mi ha fatto crescere molto. Ora che l'Europeo è alle porte, però, la voglia di competere torna a bussare e non vedo l'ora delle sfide che mi aspettano". Lo stesso orizzonte temporale emerge anche dalle parole di Gregorio Paltrinieri, che durante l'incontro con il pubblico ha sottolineato il valore della continuità nella preparazione e il ruolo dell'altura all'interno del proprio percorso sportivo: "Dopo Parigi 2024 ho continuato a nuotare con l'idea di arrivare alla prossima Olimpiade. Siamo a metà di questo percorso e ogni anno è importante, qualunque evento ci sia, che sia un Europeo o un Mondiale. Ogni gara, ogni stagione è importante perché ti permette di fare una reale valutazione del tuo stato di forma in quel momento e di cercare di aggiustare le cose per arrivare all'appuntamento successivo ancora meglio. Nel nuoto di fondo il 90% degli atleti veramente forti sono europei, quindi sarà una gara di altissimo livello. Il gruppo di allenamento che abbiamo è forse tra i più forti al mondo e questo rappresenta uno stimolo grandissimo per me, perché ogni giorno mi mette alla prova. Sono venuto qui a Livigno per la prima volta nel 2015, quindi ormai sono un habitué dell'altura, che è fondamentale: ci permette di lavorare con più o meno gli stessi carichi che abbiamo a casa, ma con un'ossigenazione migliore che, quando torniamo a quote più basse, si traduce in un rendimento superiore e, sicuramente, fa bene anche a livello di sensazioni." Mentre Parigi si prepara ad accogliere i migliori nuotatori del continente, Livigno continua ad alimentare le performance dei campioni, aiutandoli a costruire i più importanti risultati internazionali. Un ruolo attivo, vissuto giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, attraverso un ecosistema dedicato alla preparazione d'élite che oggi rende AQ1816 uno dei punti di riferimento europei per l'altitude training e un luogo che il nuoto internazionale riconosce come uno dei propri riferimenti.
M. Silva--JDB