Lula frena sull'alleanza Usa sui minerali critici proposta da Trump
Il Brasile punta su accordi bilaterali e lavorazione interna delle risorse
Il governo del Brasile ha deciso di non aderire all'alleanza sui minerali critici guidata dagli Stati Uniti e promossa dal presidente Donald Trump, preferendo una strategia basata su accordi bilaterali che prevedano la lavorazione delle materie prime sul territorio nazionale. Lo riferisce il portale Broadcast del gruppo Estado de Sao Paulo, secondo cui l'obiettivo di Brasilia è evitare un ruolo limitato a quello di semplice fornitore ed entrare nella catena del valore con attività di trasformazione e raffinazione. Secondo fonti di governo citate, l'iniziativa della Casa Bianca viene interpretata come un tentativo di orientare il futuro commercio globale di minerali critici e terre rare in funzione degli interessi statunitensi, in un contesto segnato dal predominio cinese nel settore. Invitato a partecipare al lancio del progetto, il Brasile ha scelto di inviare un rappresentante di livello inferiore, segnalando una distanza politica senza interrompere i canali di interlocuzione. Forte della seconda maggiore riserva mondiale di minerali critici, il Brasile punta a "correggere gli errori del passato" e a consolidarsi come polo di lavorazione ad alto valore aggiunto.
X. Teixeira--JDB