Ex Ilva, sciopero e presidio lavoratori Semat a Taranto
Protesta per mancata erogazione stipendi e cassa integrazione
Prosegue la mobilitazione dei lavoratori della ditta Semat Engineering dell'indotto ex Ilva che protestano contro la mancata erogazione degli stipendi di agosto e della cassa integrazione. Ieri è stato dichiarato lo sciopero ad oltranza dalla segreterie Fim, Fiom e Uilm, oggi presidio prima nei pressi della portineria imprese e poi davanti alla direzione dello stabilimento di Taranto. I lavoratori in tutto sono 213. In 62 continuano ad essere impiegati, gli altri sono stati collocati in cassa integrazione in base all'accordo ministeriale per la Cigs per area di crisi complessa autorizzata dal ministero del Lavoro con decreto del 10 settembre scorso. Ai primi non è stato ancora corrisposto lo stipendio di agosto, ma anche i lavoratori in cassa integrazione restano in attesa dei pagamenti dell'ammortizzatore sociale. A questo proposito i segretari appalto di Fim, Fiom e Uilm hanno inviato una lettera all'Inps sollecitando "un impegno concreto e un'accelerazione delle procedure di liquidazione delle spettanze in favore dei lavoratori, o quanto meno di conoscere la data certa dell'accredito". Le sigle sindacali fanno presente che "i lavoratori si trovano da oltre due mesi privi di qualsiasi sostegno al reddito. Questa situazione di stallo sta creando gravi disagi e un'insostenibile sofferenza economica per tutte le famiglie coinvolte". Per tutti i dipendenti era stato previsto l'avvio di una procedura di licenziamento collettivo poi congelata in attesa di conoscere l'esito delle questioni giudiziarie sul sul fermo dell'area a caldo, le determinazioni del governo e l'evoluzione della gara per la cessione degli asset.
F. Tavares--JDB
